sabato 1 giugno 2013

e il giorno della marmotta

Quando dovevo scegliere un titolo per il mio spazio virtuale non ho avuto dubbi: questa è la mia vita del Liga. Ne condivido appieno il significato espresso e continuo a ripetermelo ogni volta che mi sembra di essere sopraffatta dalla molteplici marmotte che mi circondano e mi invitano a marmottare insieme a loro, ma.
Ma con il buttare nel cestino il 2007 ho deciso che, se gli altri marmottano e vogliono farmi marmottare, io non marmotteo più!!
BASTA AL MARMOTTAMENTO! (ho detto no al marmotta-status!!)
Del resto per esser marmotta dentro, ci si deve avere l’anima di un qualcosa di pelosamente letargoso e sopra ogni ragionevole dubbio decisamente con l’istinto alla fotocopia massimizzata.
(per quanto questo discorso sembra il frutto di vari bicchieri di braghetto, devo constatare il mio essere sobria!)
…ecco diciamo che la marmotta per eccellenza è colui/colei che si presenta nella tua vita come nuovo, ma con uno strano “retrogusto” di stantìo, che non sai spiegarti, e poi si rivela una sorta di deja-vù costante, che porta la propria esistenza al perenne sbaglio.
In 27 anni ho notato il fare sistematico di questo genere di persone, che entra ed esce dalla mia vita, traumatizzandomi ogni volta.
Così, mentre fino a dicembre ho arredato il tunnel marmotto in cui ero caduta, ora canto con Caparezza (e il braghetto) SONO FUORI DAL TUNNELL ELL ELL ELL!!!!!
Ora se non altro riconosco più velocemente la marmotta che alberga negli altri, come nell’ultimo periodo che ne ho beccata un’altra ignara di esserlo -del resto la vera marmotta non sa di esserlo per chi gli è attorno- e così la ho scacciata più o meno come l’aglio per i vampiri.
Archiviata la fotocopia, mi viene spontaneo di condividere con voi una sorta di VADEMECUM sulle Marmotte:
1) la vera marmotta non sa di esserlo per voi, di solito non conosce il vostro passato e non ne vuole sapere nulla.
2) la vera marmotta, fino dal primo istante, vi suona nuovamente familiare e vagamente vecchio -uso pane della settimana passata che vi siete dimenticati di buttare.
3) la marmotta si appalesa con gesti semplici e, in genere, con tipici gesti che vi mutano dei simpatici esserini sputafuoco -idre, draghi, vulcani, o simili- di solito si tratta di gesti che appartengono al vostro passato.
4) adottare una marmotta NON è la soluzione. Perché le marmotte sono letargose cioè dormono e ciò non significa che sono tenere, ma che sono prive di energia quindi adottarle significa alimentarle, scaricando la vostra energia. Quindi non adottate marmotte.
5) evitare le marmotte fa bene alla vostra energia, al vostro equilibrio interiore, e anche a loro, infatti marmotteranno altrove
6) se si è data “corda” ad una marmotta, essa tornerà da voi ciclicamente, è un fatto di energia.
7) non tentate di imitare le marmotte o cmq non date sfogo alla vostra maromotta interiore, è assolutamente deleterio perché allora ci si ritroverà a vivere in una sorta di matrix…e Keanu Reeves non è detto che vi salvi (detto per inciso, non è il cucchiaio che si piega, sei tu a piegarti…)
8) tutti, me compresa, si è marmotte per gli altri. L’importante, al fine di evitare la degenerazione, non è l’avere la presunzione di considerarsi unici o semplici o altro, ma l’essere certi che come si è non ce n’è al mondo, perché si odiano le massificazioni e le uniche fotocopie che si sopportano -e manco poi tanto- sono quelle fatte in ufficio per lavoro!
BACI

1 commento:

  1. Sono saturo della rete. Mondo della rete azzerati e brucia le fotocopie. Resta poca roba. La sostanza concreta continuo a cercarla trovandola sempre più spesso solo dentro di me. Con poche eccezioni. Tu sei una di quelle.

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