lunedì 21 novembre 2011

siamo in vivo o dietro un vitro?

Diverso tempo fa avevo deciso di appartenere anche io, piuttosto attivamente anche, al social network più discusso. Per la stessa ragione con cui molti ci si iscrivono.."per sfizio". Ecco. 
Dopo un po' di tempo, all'incirca un annetto e mezzo, ho tolto le tende. Motivo? "Totale illibertà di espressione di lamentele e di gioia". Già.
Ho finito per imbattermi in una curiosità viscerale di maestri del farsi i cazzi altrui che, nonostante fosse azionata da conoscenti, ben conosciuti, mi ha portato come effetto ... "via via..vieni via di qui..niente più ti lega a questi luoghi..."[cit.].
Non mi sarei dovuta certo amareggiare e non mi sarei dovuta neanche applicare. Invece l'ho fatto, anzi, ho fatto entrambe le cose. E non perché mi dessero fastidio i commenti ai miei post (anzi), ma perché ogni volta che incontravo dal vivo quelle persone mi trattavano come una "poveretta" (letto alla HalloSpank di fabiovolo memoria). 
Considerato che non sono totalmente fuori di testa e riconoscendo alla rete un potere un po' deviato e deviante, ritenevo, tuttavia, che le persone, che ben mi conoscevano, avrebbero capito benisismo cosa di volta, in volta, annotavo. Invece no. Anche loro hanno finito per capire quello che più a loro conveniva. A volte con malizia o a volte con cattiveria pura. 
Così di ritorno da un viaggio (meraviglioso, il viaggio), ho cancellato l'account. Mesi di soddisfazione ritrovata. E poi?
Poi, dopo un anno e più, mi sono capitati due blog sotto mano. Vi ho letto, manco a farlo apposta, delle situazioni particolari, che mi somigliavano molto, almeno per quanto concerne le motivazioni sottese (l'errata interpretazione delle parole scritte e le offese gratuite, in ogni forma espresse) e ho capito. 
Ho capito che se ci resti male è perché hai "investito" quei soggetti (in vivo o in vitro, anzi dietro un vitro, che siano) di un certo valore che non è loro proprio, ma è tuo stesso. Ho capito che non bisogna mai aspettarsi nulla, ma al contempo prendere bene le misure al tutto. Ho capito che non c'è bisogno di essere adulati o di avere un popolo di fan adoranti, ma che bisogna un po' essre fan di se stessi per evitare che persone, nate al solo scopo di rovinare le giornate altrui (perché non ne hanno di proprie), possano scalfirti. 
Infine ho capito a che cosa servono i sensoriri nello smartphone nuovo, ma non ho capito perché, una volta abbassata la luminosità dello schermo, la tastiera non si illumina più....ehm..visto che di notte scrivo mail....se non vedo la tastiera...non mi resterebbe che dormire...accumulando il lavoro al giorno dopo...mmmmmmmm ma si...

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