venerdì 11 novembre 2011

Le vendette da due lire.

Ogni giorno mi trovo a combattere piccoli e grandi casini, una sorta di moderna wonderwoman che si fa largo tra una crisi economica generale ed una particolare, tra una piccola battaglia di neuroni impazziti e una guerra grande come la via lattea. Insomma almeno per ora, pare non sia prevista l'opzione stare in pace.
Ciononostante la vita riserva anche piccoli piaceri, non sponsorizzati in alcun modo da holding del commercio.
Ore8.25 autobus A3N in arrivo, lentamente come se fosse uno stanco bovino abituato alle grandi fatiche, incontro a gente numerosa alla fermata. Forse troppa rispetto all'orario, sospetto che sia saltata qualche corsa, mi faccio largo tra ragazzini liceali in modalita' filone e penso che anni d file mi sono almeno servite per questi momenti. Biglietto alla mano, oblitero mentre mi chiedo il perché visto che neanche uno spillo sarebbe entrato qui, ma io, in fondo, non sono uno spillo e un po' di spazio lo occupo pure. 

Pochi secondi e sento vociare. 
Controllore e controllati.
La questione sarebbe da definirsi annosa, Alessandro Siani ha fatto splendide battute sull'argomento a cui rimando volentierissimo, ma stavolta la mia attenzione é agli stadi massimi.
Vendetta...vendetta scema, ma è pur sempre una vendetta,no? 

Una ragazza ha appena avuto una multa, ma continua a questionare con il controllore e con le sue vicine di posto. Dietro i miei occhiali da sole large flashati rayban scorgo il volto della ragazza e dell'amica con cui si accompagna. Ascolto bene la voce e toh..le mie orecchie associano quella voce ad una già sentita anni addietro e mettono in moto l'archivio mentale... 
Due nano secondi per individuare la voce in questione e...alè..visualizzazione del momento. 
Casa di mia cugina, una serata tranquilla tra amiche della cugina e fidanzati vari. Tutte più grandi di me di 8/9 anni. Sottolineo la differenza perché allora ero ccciovane-assai.  Mentre si chiacchiera, si fanno battute, anzi io ne faccio un paio, una giovine donna, rotondetta, appena fresca di laurea in giurisprudenza, dice ad alta voce rivolgendosi a me "...non hai mai pensato di fare YOGA?sai potrebbe farti bene" alludendo non troppo velatamente alla mia "irruenza" giovanile. Il commento ha l'effetto di gelare tutti e la mia risposta è passata agli annali come la risposta più candida degli ultimi 20 anni. "faccio piscina. Il resto non esiste". La tipa tenta di continuare a difendere la sua idea, ma viene spazzata via dal cambio "strategico" di argomento. 
L'evento viene segnato nel taccuino. Torno a casa e nel ritorno penso "uh marò, ma qua la gente non sta proprio bene".
Sono passati anni. L'episodio è stato sommerso da anni di altri episodi. Ma stamani è rimbalzato fuori come un ghigno di Dottor Male. Si. Ho assunto la sua stessa espressione beata, con tanto di mignolino alzato vicino al labbro!!
La signora che faceva questione era la stessa persona che "scendendo-dalle-coglie-di-Abramo", postasi su di un piedistallo immaginario di vecchiaia e saggezza inesistenti, aveva detto a me "FAI UN PO' DI YOGA" ecco cosa accade. Piccole gioie della vita. Evidentemente PISCINA ha fatto meglio a me che YOGA a lei, se i risultati sono A) non obliterare il biglietto, occupando un posto sul bus abusivamente, B) fare l'avv a tempo perso e prendere a torto questioni con il controllore, che, a ragione, voleva denunciarla per FRODE, C) RENDERSI CONTO CHE IO ERO Lì VICINO, Perché PALESATAMI ALL'AMICA CON CUI VIAGGIAVA, NON HA AVUTO PIù IL CORAGGIO Né DI QUESTIONARE Né DI PROFFERIRE ALTRA PAROLA...eppure io ho detto solo che "litigare con i controllori di prima mattina per me è piacevole, perché o ho l'abbonamento o ho sempre il biglietto obliterato". 
SOTTOTITOLO "ti ricordi di me? e allora ricorda che LA SUPERBIA Andò A CAVALLO E Tornò A PIEDI e se sei sul mio taccuino, attenta che potrei sempre anche azzopparti" 
La soddisfazione è stata immensa. Cioè proporzionale al secondo in cui mi sono resa conto che è vero che la vita è un posto simpatico in cui stare. Soprattutto se hai l'abilità di annotare le cose, tenerle buone e sapere che arriverà il momento in cui esse verranno vendicate. Certo immaginare che un controllore fosse mio vindice, non l'avrei mai detto, però di sti tempi, tutto fa brodo!
Il resto della giornata è stato un'altalena di casini fatti e disfatti, insomma una quotidiana ruota panoramica, con un nervo infiammato a tratti e rompiballe ad intermittenza.

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