lunedì 13 febbraio 2012

commedie e critiche

A volte mi chiedo: perché? e la risposta ovviamente giace nell'evidenza della mia espressione sgomenta. Perché mai debbo sopportare certe cose? perché mi tocca di assistere a certi eventi? Perché oggi, mentre una collega, ma non più amica, parlava io pensavo in modo chiaro ad altro? eppure inizio a credere che una parte di quell'ironia, di quella pars destroens che mi mantiene in vita, oggi, mi ha dato la possibilità di resistere all'evidente voglia di darmela a gambe.
Qualcuno potrebbe parlare di "buon viso a cattivo gioco". Ecco, mi rendo conto che resto una brava ragazza anche in questo. Ma un po' di aspirazione all'esser stronza la sto maturando.
Posso apprezzare gli sforzi e posso, finalmente, anche apprezzare i piccoli risultati che sto avendo.
Però ammetto che pensare, fortemente, mentre la collega parlava di andare via in terra ispanica, che poteva pure andarsene un po' a quel paese [cit. purificata del mio pensiero] mi rendeva leggera e quasi diabolica. Mi sono persino compiaciuta del fatto che riuscissi con abilità a pensare ad una cosa ed a dirne serenamente un'altra. Così con eleganza rimando ad un link utile per sapere quello che pensavo oggi tra un caffè, una recita di una parte della mia vita lavorativa e un paio di documenti da tenere sotto mano.

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