mercoledì 22 febbraio 2012

sei invidiosa!

è quanto urlatemi pochi attimi fa da un componente anziano della mia famiglia rispetto ad un argomento che, come è intuibile, concerne un ramo collaterale della famiglia.
Ovviamente ora sono arrabbiata. Non certamente per l'accusa, di cui posso sopportare il peso, ma per le idiozie che legano l'accusa agli strali che l'hanno accompagnata. Se, almeno, fossi realmente cattiva, vivrei, con altissima probabilità, meglio di come vivo la mia vita attuale.
Ritengo, anzi, che ben il 90% degli accadimenti che si sono susseguiti nell'ultimo decennio non si sarebbero neanche lontanamente verificati, ma giustamente, come dice l'anziano membro saggio, io sono invidiosa, gelosa ecc eccetera.
La verità è che io realmente non provo invidia, né gelosia, né rabbia, né alcun sentimento negativo nei confronti del mondo delle relazioni con cui mi rapporto e, a dirla tutta, tutti sti sentimenti non li provo neanche nei riguardi del resto del mondo. Ho un sano rapporto di indifferenza misto a buon sentimento, che mi rende le cose leggere e decisamente meno pesanti del dovuto.
Faccio un esempio. Se per caso vengo a sapere che un tale si è "sistemato" istintivamente sono contenta per lui, poi non me ne frega più nulla, se riporto la notizia, la riporto con lo stesso animo con cui la ho appresa. Poi, invece, noto che è vero che la malizia è in chi ascolta. Vengo tacciata di invidia. Mi dicono "è il modo", ma io credo che ognuno è sordo a suo modo. Così ognuno ascolta la sua verità e getta addosso agli altri le proprie frustazioni, affinché ne condividano il peso, pur'anche sotto forma di senso di colpa o qualcosa di simile.

Nessun commento:

Posta un commento

Visualizzazioni totali