giovedì 24 maggio 2012

il mestiere del Tempo

Certo non deve esser facile essere il Tempo, né tanto meno sapere che qualcuno fa addirittura affidamento su Te. Nel tempo, gli uomini lo hanno deizzato, demonizzato, ri-deizzato e ri-demonizzato. Ci sono detti, sul Tempo, che si perdono nella memoria dei tempi, eppure lui, signore inflessibile, è lì. Raccoglie informazioni e le fa cadere sulle nostre strade a seconda della necessità o del semplice dover di conseguenza.
Per diverso tempo mi sono chiesta come fosse il Tempo senza tutti 'sti orologi mondiali, al quarzo, al nucleo, al vattela-a-pesca-neutrone e mi sono saltati in mente i primi orologi naturali: il sole e la luna. L'uomo non è mai stato lì a perder tempo, se pensava che in qualche modo soffriva dell'evoluzione o involuzione del suo stesso organismo e, a pensar bene, anche il resto che lo circondava soffriva dello stesso male.
Così, vuoi la vanità delle donne, vuoi la vanagloria dell'uomo, si è innescata una lotta, impari, contro il Tempo. Ora, per intenderci, io non credo che il Tempo abbia volontariamente deciso di starci con il fiato sul collo, ma certamente anche il suo è un mestiere e, per quanto a volte sgradevole (immagino che sia così anche per lui), deve pur esserci qualcuno che si incarichi di farlo.
Al contrario credo che sia l'uomo, come è ovvio, ad aver avuto la presunzione di bloccare lo scorrere del tempo, a modificarlo, a dilatarlo o a restringerlo fino ad annullarlo in un attimo, insomma a sfruculiarlo.
Carpe diem, dicevano gli antichi, che chiaramente avevano tempi dilatati rispetto ai nostri. Quando mandavano una lettera, usavano i corrieri, a cui si affidavano (sperando che non perdessero la missiva) e attendevano, con una certa impazienza, la risposta che poteva avvenire anche dopo mesi. Noi mandiamo le mails, usiamo la posta elettronica, non sappiamo quasi più quale sia il gusto dell'attesa e dall'impazienza siamo passati alla frenesia della risposta che, preferibilmente, deve ottenersi in tempo utile, se non reale.
Si, ma il tempo è sempre reale, perché si pensa che viviamo in differita come le partite trasmesse dal segnale terrestre rispetto alla radio?
E allora, chi ha tempo non aspetti tempo! come se avessimo sempre la neve in tasca. Soprattutto ora che il caldo, spero, si avvicini.
E ora? ora sono le 18,45, io ho da sistemare una serie di cose che non ho sistemato nei tempi da poco passati e il Tempo, per quanto con me sia sempre un Signore, giustamente ora fa cadere le conseguenze necessarie, perché chi è causa dei suoi mali pianga se stesso e il Tempo, di certo, non può dare una mano. Così vi lascio, sperando che il Tempo si dilati, le Energie rifioriscano, la Mente si meravigli a sufficienza e le Parole scorrano liete, facili e veloci nel giusto e naturale Ordine.

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