domenica 13 maggio 2012

l'elogio del ma

Tra una depressione motivata e una immotivata, sono anni difficili da sopportare. Questo il pensiero ricorrente in questi giorni, al quale si aggiunge una considerazione tutta personale, che se qualcuno raggiunge un qualche motivo di felicità, la tiene celata come se fosse un tesoro invidiabile e invidiato. E si sa l'invidia è una brutta bestia.
Le giornate cadono pesanti come se fossero alabastri, molto opachi.
E intanto si continua a lottare per tentare di tenere alto il morale e le situazioni. Settimana infernale più del solito, ho speso tutti i crediti acquisiti in questi mesi per essere al top, ieri sono miseramente crollata. Ho il sonno sballato e i neuroni in fuga.
Ma c'è un ma. Confortante, forse; di certo c'è. E fa bella mostra di sé in tutto il suo essere una particella avversativa. Quasi di fiera alternativa a tutta la noia apatica a cui in qualche modo il tempo e le scelte mi hanno indotto a vivere.
Ho passato un fine settimana, finalmente, a studiare e a fare quello che sono mesi avrei dovuto fare. E inizio a vedere una luce in fondo al tunnel.
Ora capisco che fare della facile ironia, proprio ora che sui tunnel si è detto di tutto (da Caparezza a Geppi Cucciari) e che anche io in altri post ho abusato, ma (e non è un caso, proprio MA) torno in me e dico che sì, bisogna avere dei "ma" alternativi.
Già, perchè delle altre parole c'è un abuso, tutti i giorni se ne sentono di ogni, e il MA? beh anche lui è un po' usurato. Essendo, per definizione, un po' all'opposizione e un po' votato al partito delle limitazioni, dei contorni più netti che se no pare che non si vedano bene, il "ma", anche lui, ultimamente se la vede bruttarella.
E il ma nella mia vita? beh ci è entrato, diremmo dalle mie parti, e' spighett' e piazzandos' e' chiatt'. Si perché fare un po' di ma a prescindere, essere un po' di traverso alle cose già messe di traverso, con la fede che così si raddrizzino.
E ora la concludo qui, perchè ho da sistemare il mio ego. L'unico che ho lasciato solo da un po'. Ma ora me ne prenderò cura.

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