martedì 8 maggio 2012

radio dee jay

Approdo sul molo di dee jay un paio di estati fa, quando un'amica, fan della radio one-nation one-station, mi chiede di metterla prima di andare in spiaggia. Ai microfoni i Vitiello. Scoppiò subito un prurito formicoloso.
Ascolto la radio da sempre e non ricordo un particolare momento della mia vita che non sia legata alla musica e, per questa via, alla radio. Ho un preciso ricordo di me con una radio rossa (che è sopravvissuta alle mie barbarie, nel tentativo di vedere gli gnomi che vivevano nella scatola coi buchini) o di quando ero con il mangiadischi ad ascoltare la Bambola di Patty Pravo o Maria Maria di Carlos Santana o qualcosa di Nada. Ricordo perfettamente quando alla radio sentii Zucchero per la prima volta e così via.
Il rapporto radio-musica penso che sia nato e cresciuto allora, più o meno in contemporanea con il mio imparare a leggere i miti, quindi direi a circa 5 anni, essendo andata avanti di un anno alle scuole. Del resto i miei avevano sperimentato già quando avevo un anno cosa significava per me la musica (ma questo lo racconterò in un altro momento per ora lascio solo il link di una canzone che ha significato qualcosa, per il mio appetito in particolare http://www.youtube.com/watch?v=WURABBxLmGg ).
Intanto, una volta cresciuta, ho finito per selezionare le stazioni radio tenendo presente due cose: la musica e le trasmissioni.
Così avevo sempre due o tre stazioni da seguire, non mi sono mai affezionata ad una in particolare e forse non riuscirò a farlo mai. Per anni ho seguito radio marte stereo e radio kiss kiss, entrambe napoletane, e quando ero piccina, la seconda era locale come la prima. La prima però continuo ad ascoltarla per fede calcistica, ma a quei tempi (metà anni novanta) era quasi rivoluzionaria. Ricordo che fu forse la prima a trasmettere in Campania gli Articolo 31. Sconosciuti all'epoca rappers italiani che a me piacquero praticamente dal primo ascolto.
Da lì in poi ho seguito le stazioni a seconda dei fidanzati (tutti lontani dal mio "raggio di azione" con la convinzione che ciò me li facesse sentire vicini) o degli amici, come se fosse una moda.
Poi la svolta. I Vitiello.
Già, e dopo di loro Laura Antonini. Erano messi così i programmi quella stagione estiva o, forse, mi confondo, ma così li ricordo io. Mi piacquero, mi davano la sensazione di poter esser affacciata alla finestra del loro studio ed osservarli parlare con la stessa distanza con cui si osservano e ascoltano le conversazioni di persone sedute in metropolitana accanto al proprio posto.
Bella sensazione.
Così trovai una scusa per tornare ad ascoltare musica "unz-unz-unz" accanto a quella rock, che di solito la fa sempre da padrone nella mia vita. E mi sono ricordata di tutte le volte che al liceo, ma anche alle medie, registravo le cassette con la musica dance (albertino mi definirebbe un' "amicadellacassettina") e che ascoltavo con la stessa voglia con cui ascoltavo i Queen e poi i Metallica o i Dream Theater.
E così dopo quasi due anni di ascolto, ho selezionato i miei programmi, gli orari a cui posso spegnere con felicità la televisione, quelli con cui mi posso accompagnare nei viaggi per andare o tornare da lavoro e così via. Ho ritagliato un po' di spazio per ognuna delle mie anime, ma l'anima dee jay, nonostante il mio rock-inside, ha un posto speciale.

Nessun commento:

Posta un commento

Visualizzazioni totali