sabato 28 luglio 2012

muse

Il giorno era abbastanza alto, la noia faceva capolino tra le lenzuola assieme ad un venticello leggerissimo. Prese in mano il telefono e chiamò stancamente la prima persona che gli era venuta in mente.
Dall'altro capo di un mondo, piccolo quanti una manciata di chilometri, lei, che aveva appena varcato la soglia della porta di casa con le buste della spesa. Pochi minuti, una risposta veloce, un si poco convinto e un appuntamento per la sera stessa.
Il resto della mattina si risolse in una routine ben nota, senza sbalzi di umore o colpi di testa, una lunga camminata sulla battigia, una nuotata rinfrancante e uno spuntino a base di una fresca caprese e relax assoluto.
Le 19,30. Lui, appena uscito dalla doccia, prende una camicia bianca e un pantalone scuro, vi abbina cintura, calzini e scarpe. Guarda il risultato sul letto e, soddisfatto, torna in bagno per i ritocchi.
Le 20,30 sotto casa di lei, nessun'idea, solo una serata con una persona che conosco da una vita, questo il suo pensiero.
Lei scende appena cinque minuti più tardi, morbidamente avvolta in un pantalone chiaro e in un top che lasciava scoperte le spalle, trucco luminoso e un gloss.
Il tempo di andare verso un ristorantino sul mare e, in un attimo, la solita atmosfera da amici di una vita si ricreava davanti ad un bel bicchiere di vino bianco fresco. Non erano più amici da un bel po'.
Davanti alla spiaggia, l'uno di fianco all'altra, affacciati ad un muretto, "perchè io e te non siamo mai finiti a letto insieme?", lui un po' sornione "perchè tu sei gelosa", lei rise di gusto "ah già!è vero!". Il silenzio che seguì fu seducente. Gli occhi di lei, fieri, puntavano le labbra del ragazzo che le era di fronte ad un soffio. Si avvicinò quasi a sfiorarle ma non voleva farlo subito così, reclinando la testa, virò sul collo e, quasi vampirescamente, prese a mordicchiarlo solleticandolo. Lui "ah,beh..se la metti così, fammi ciò che vuoi...". Il sorriso beffardo e il caldo respiro sul collo, lo eccitarono e la strinse a sé. Nessuna parola fino a quando lei non disse: "un posto meno affollato?" e lui "la spiaggia...".
Il cellulare di lei suonò mentre erano i baci erano diventati bollenti e le mani troppo insistenti, rispose e si ricompose, e lui pensò solo ad esclamazioni irripetibili.
 Gli prese la mano, "portami via".
Andarono verso l'auto, non le chiese nulla, ad un bivio lei ripetè a bassa voce "portami via", lui tirò dritto verso casa sua. Andò veloce. Mentre la notte trascorreva lentissima.

2 commenti:

  1. http://www.you-ng.it/blog/15-baciami-ancora-o-se-preferite-qla-vita-e-un-compromessoq.html


    Ricollegandoci a quanto appena accennato, l'altro giorno, in un pomeriggio da un incontro inaspettato.
    Buona lettura, Hobbes89

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  2. la cosa che mi preoccupa di più è il fatto che rousseau sia del '79 e hobbes dell' 89.

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