sabato 1 giugno 2013

Guida semiseria e Conoscenza interiore del mondo dell'avvocatura civilistica (napoletana)

TAGLIATELE LA TESTAAAAA! (disse la regina rossa furente alla povera alice in scatola)  
ma prima puoi andare un attimo a ROMA? (aggiunse...)

Sottotitolo: IL LUPO DI ESIODO C'AVEVA RAGIONE.

Le storie dei praticanti avvocati o giovani avvocati non sono tutte frutto di leggende, piuttosto, appartenendo - ma ancora per poco oramai - alla seconda delle due categorie, sono tutte storie vere che, purtroppo, divengono tragicommedie metropolitane.
Del resto è pur vero che ogni professione ha i suoi difetti, ogni inzio ha i suoi momenti complicati, eppure quelli, che devono affrontare i giovani polli laureati in giurisprudenza, hanno sicuramente la stessa consistenza delle avventure di Mister Magoo e Willy il Coyote insieme.

Conto a parte deve farsi per coloro che nascono in una famiglia di azzeccagarbugli. Loro, qualunque generazione rappresentino all'interno di tale "casta mobile" (come le scale della rinascente), hanno l'indubbio vantaggio di commettere gli stessi errori dei poveri polli senza denominazione controllata, ma in fasce, quindi decisamente prima, o, comunque, con più stile.
Essendo io una polla, senza casato, posso raccontare il meglio e il peggio di questa condizione. La gavetta è lunga, tutti lo sanno, nessuno sa però quanto di preciso.
Quando inizi, subito dopo l'agognata proclamazione, voci raccontano (la verità è che non sai chi è che ti dice, ma di solito è sempre qualche figlio/a di colleghi dei genitori, dall'alto del suo nobel in diritto) che impiegherai 5 annidi duro lavoro per vedere i giusti frutti.
Così, con la speranza nel cuore, si inizia.
E qui si inizia a scoprire che le bugie sono il vero cuore del mestiere.
Le regole da comprendere sono poche e sono ferree. Capirle può essere utile alla sopravvivenza. Accettarle significa già essere un maestro zen, viverle applicandole....beh raggiungere uno stadio di nirvana applicato, dove - senza offesa per gli illuminati veri - si vaga con l'espressione soddisfatta di un micio che ha appena mangiato e l'atteggiamento fisico di Robocop.






a) Mai cambiare gli equilibri, ovvero la regola del Gattopardo.
In qualsiasi studio si entri, tutto cambia, velocemente e continuamente, al fine unico di non far nulla per cambiare.
http://scienceray.com/biology/ocelot-2/
Il praticante entra in uno studio sempre pieno di speranza (di guadagnare), di forza (di imparare) e di boria (perchè gli anni in università lo hanno convinto di conoscere ogni parola dei codici). Ma in poco tempo, il 90% delle volte, la speranza è fatta fuori nei primi mesi, la boria si incendia lasciando al suo posto un mucchietto di polvere fine aspirata dalla Hoover dei cazziatoni quotidiani (prima, dopo e durante i pasti saranno serviti e praticati con affetto di un boia dal proprio dominus) e resta solo la forza (e non perchè ci si senta un moderno Luke Skywalker).
Tutto ciò al solo scopo di creare un nuovo equilibrio, corrispondente ad uno pseudo disequilibrio psichico del praticante e ad una posizione, apparentemente, nuova nello studio di questo ultimo, in realtà uguale ai suoi predecessori e a quella dei suoi successori.


b) La valanga NON ha inizio dal cucuzzolo, ma la sua causa è a valle, ovvero la favola del lupo e dell'agnello.
Tutto quello che fai è sbagliato. Quello che non fai, pure. Non c'è modo di dimostrare che quel particolare adempimento o controllo non spettava a te, non c'è modo di impuntare sufficientemente i piedi o di usare atteggiamenti di violenta repressione verbale contro il tuo capo. Se fai bene, lo studio non ringrazia e va avanti. Se qualcuno del gruppo fa male, la colpa è tua.





c)  Bisogna sapere che domani non è detto che sia un giorno differente e che il panta rei è una salvezza. 
Ogni giorno si scoprirà che le variabili ai due punti precedenti sono praticamente infinite e si declinano quasi in modo spettacolare autoriproducendosi e, sopratutto, automoltiplicandosi. Negli anni ho potuto notare che i giorni si dividono in uguali e non differenti. In quelli non differenti si riesce a riportare a casa la pelle. In quelli uguali si resta proprio incolumi. Ma l'unica regola che ti lascia sopravvivere a giudici incomprensibili, a udienze fiume e a impronunciabili bestemmie dirette a colleghi senza elasticità è il panta rei.
Già. Tutto scorre. Compresi gli anni. Comprese le suole che farete cambiare alle scarpe, compresa la qualità della pazienza che si mette in gioco per mettersi in fila davanti a delle ascensori, davanti ad un magistrato, davanti ad una porta di una cancelleria. Cambiamo noi che questo mestiere lo facciamo, a volte, anche distratti da altri sogni. Cambiano le persone che abbiamo davanti, magari distratti dalla nostra voglia, esuberanza, passione, professionalità.

E alla fine? nulla... ha ragione la Regina di Cuori quando gridava "tagliatele la testa", perché in fondo Alice aveva semplicemente la testa nel fumo. Ma aveva ragione anche Alice che, con la Regina di Cuori non aveva nulla a che vedere, aveva nella testa il Brucaliffo.

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