domenica 30 dicembre 2012

pensieri

all'inizio c'erano un uomo e una donna. erano fatti l'una dell'altro e, in qualche modo, creati perchè fossero pure l'uno per l'altra.
poi si è complicato l'affare. si. troppe donne per un uomo e troppi uomini per una donna.
e così sono nati gli amanti.
per definizione, gli amanti sono coloro che si amano.
e allora perchè in clandestinità o perchè tradendo altri amori?
non giudico, attenzione, non sono nelle condizioni di farlo. e credo che nessuno sia in condizioni di poter esprimere un giudizio sull'argomento, perchè tutti ci si è trovati per un attimo invischiati in casini del genere.
di fatto mi sono sempre domandata il perchè.
ho amato in clandestinità spesso. a volte più per celare relazioni ai miei consanguinei, che non per celarle a terze persone coinvolte. potrei fare un elogio della clandestinità, se solo fossi in grado di restare fredda come lo sono le mie mani. invece il cuore riscalda sempre tutto e resto coinvolta come un salame nostrano nella sua rete appesa al soffitto, come un trofeo.
ho provato ad amare qualcuno che mi teneva in clandestinità. questa volta perchè vi erano persone coinvolte. ho tentato di dimenticare il sacro vincolo di un patto, che si stringe quando ci si bacia. e ho pensato, egoisticamente, a quello che potevo averne io.
e l'amante spesso non ama. ama solo il poter aver qualcosa che non le appartiene, come una gazza ladra che poi non sa cosa farsene degli specchietti che ruba. e l'amante deve dimenticare pure subito quello che ha nel suo letto e sulla sua pelle. ed è la parte peggiore.
come si dimentica l'acqua che ti disseta? come si dimentica quell'alba o quel tramonto, sempre uguali, ma sempre diversi?
e così io, io non sono fatta per dimenticare che le persone non riescono ad esser multitasking per amare, che le forme possono essere diverse, ma che fondamentalmente è un gioco pericoloso che si confonde con l'egoismo profondo del consumare un puro senso fisico o morale non appagato altrove e di cui in qualche modo ci si costruisce un'immagine comoda, per non affrontare la realtà.
del resto l'amante non accampa mai diritti e per questo gode del senso di colpa altrui, qualora sia fortunata nella scelta dell'oggetto da rubare a qualcun'altro. ma il gioco è sempre breve.
ho visto amanti e storie parallele durare più di vent'anni, con una complicità che solo il sole più narrare. ed ho visto serie di storie nate tutte per soddisfare un bisogno momentaneo di alternativa alla vita che si sta vivendo, mortificando i patti stretti e ottenendo un godere artefatto di una masturbazione celebrale per un video scadente.
all'inizio c'erano un uomo e una donna. forse ci sono ancora, da qualche parte.

Nessun commento:

Posta un commento

Visualizzazioni totali