domenica 6 gennaio 2013

Pensieri di una lunga notte: occhi di amanti

Lei: Dove sei, stanotte? Chi ti ha trattenuto lontano dai miei occhi?
L'aria, così dolce e profumata, mi parla di te, dei tuoi respiri, in questa notte dove pure gli alberi si stringono nei rami, l'uno accanto all'altro.

Lui: Ti vedo, nonostante non sia con te, guardo quelle stelle che vegliano indifferenti sulle nostre teste, e ti vedo mentre ti attardi a dormire. L'entusiasmo dei tuoi sorrisi lo vedo scemare davanti alla reale tristezza che senti dentro e che traspare nel rumore dei quei pochi respiri al telefono.
Guardo il cielo, guardo tra i rami di questi alberi alti e vi scorgo una luna dalla luce calda. Vorrei guardarti.

Lei: Il vento mi sconvolge i capelli, che ho dimenticato di legare. Sono in pigiama che aspetto di poter trovare un attimo di serenità. Ma brucia dentro quel desiderio dei tuoi occhi sulla mia pelle, come un desiderio sempre nuovo e mai pago. se solo tu potessi fermare i tuoi occhi nei miei. Se potessi ora guardare i miei occhi fino a vederci tutto il silenzio rumoroso della mia anima. Ti vorrei guardare.

Lui: L'alba mi ha portato via dai tuoi occhi e la notte non mi ha anccora restituito il poterti abbracciare. Quegli occhi così sinceri e profondi li porto dentro, ma ora vorrei guardare i tuoi capelli arruffati dal vento che ora mi accarezza nel suo freddo, vorrei che i tuoi occhi si posassero nei miei come rifigio sicuro.

2 commenti:

  1. Lei: … e intanto la luce che ha rischiarato la mia notte, inebriata dalla dolcezza dei soavi profumi e dal chiarore dei suoi sguardi effusi sulla mia pelle, cede il passo, in questo intimo e intatto momento, all’avanzare del giorno, donde l’aurora si annuncia col sorgere del sole con tiepido sfolgorio … (Dario_mio)

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  2. Questo il ricordo di lei quel giorno così chiaro. Mentre lui affannosamente cercava di tornare a casa. Quell'unica casa che sentiva appartenergli, cioè lei. Kyntiafar.

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