sabato 5 gennaio 2013

un viaggio verso...

Anche a Casoria ci sono le stelle.
Le ho cercate, quasi instancabilmente, per una vita e poi basta un attimo. Una mattina buia, una giornata iniziata prima del solito e loro sono lì. Nonostante palazzoni di cemento altissimi, nonostante sovrabbondanti, luci giallognole e nonostante tutto, loro sono lì.
E' consolonte sapere che ci sono, che le si possono vedere. E' come sapere che una coperta morbida ti avvolge discretamente. Forse ho pure capito qual è la stella che vedo brillare da sempre dalla mia stanza, l'unica che ho sempre visto.
I viaggi stabiliti, prenotati, inaspettati, non desiderati iniziano quasi sempre con una qualche scoperta. Dalla più stupida consapevolezza che si è dimenticati l'essenziale a casa in favore del superfluo o, come nel mio caso, della scoperta delle stelle.
La notte è alta e il giorno è alle porte. Il buio inizia a schiarirsi, ma è ancora presto. Il cielo dell'inverno sta prendendo il posto di quello estivo, così i veli rosa dell'alba si poggiano tra le pieghe di un vestito azzurro intenso come piccole increspature.
Le città somigliano sempre più a presepi in attesa di una notizia. Pochi sono svegli ad attendere ai loro mestieri e al cambio con qualchun'altro.
L'azzurro prende sempre più il posto del blu e il risveglio è ad un giro di lancetta grande sul quandrante di un orologio implacabile.
Una stazione di partenza e una di arrivo, che a sua volta è di partenza anche essa per una destinazione differente dal più frequente viaggio. Nuovi panorami, vecchi ricordi.
Il sonno inizia a reclamare, come se Morfeo chiedesse anche lui soddisfazione. Ma pensandoci bene, non è Morfeo, ma il treno che culla e il vecchio barbuto aspetta di accarezzarti.
Finirò per sembrare stanca? chi lo sa. Al momento penso solo di vivere meglio e al meglio.
"vedo Cristoforo Colombo il marinaio è arrivato il mio momento per partire, cosa sogna il trapezista mentre vola, non ci pensa a come va a finire" (cit.)
La colonna sonora di un viaggio nel quale l'animo è diviso tra una visione troppo particolare (forse) e quella della necessaria leggerezza. Come se fosse impossibile mandar giù un po' di cicuta e altrettanto un po' di aria. Ma in fondo oggi sarà solo un'altra giornata di acido ingoiato, di risposte non date e di fegato corroso da aquile maligne per celare un mistero tanto chiaro quanto semplice.

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