lunedì 14 gennaio 2013

vita da aspiranti sardine

In un articolo, che forse vedrà la luce su carta lucida per foto e distribuzione pseudo capillare nelle edicole web e forse in qualche giornalaio serissimo, ho scritto di un gioco che facevo da bambina e che, dopo l'ennesima sfida alla resistenza umana, mi sovviene nuovamente alla mente.
modello di grattacielo di plastica
Sono stata sballottolata di giù e di su da un tribunale all'altro, senza l'uso dell'auto, il che, da un lato mi ha avvantaggiato, mentre dall'altro lato mi ha fatto temere di restare al confino fino a tarda notte.
In compenso, se ho viaggiato comoda nel tratto più lungo, in quello che invece mi doveva riportare a casa è stato il delirio. Ed è qui che viene in mente il solito (per me solo, visto che google non mi ha trovato alcuna immagine da postarvi, così vi dovete accontentare di un mio schizzo) giochino degli omini di gommapiuma.
Biscotto di Zenzero. Shrek.
Insomma per farla breve c'era una sorta di scatolo stilizzato di plastica fatto con tantissime finestre, una sorta di tris tridimensionale, da cui infilare questi pupazzetti, che somigliano ai biscotti di zenzero di shrekiana memoria, ma tutti colorati. Una sorta di Village People dei biscotti di gommapiuma. Ricordo a me capitavano sempre i celestini, che, tutto sommato, preferivo ai tristissimi giallini o agli imbarazzantissimi e troppo femminili rosa shocking. Certo, i migliori erano gli arancioni e verdi, questi ultimi, a seconda della scatola del giochino, ti potevano capitare anche in varie sfumature accattivanti.
Di fatto il gioco consisteva nel riempire il povero malcapitato grattacielo di questi omini, e perdeva chi, infilando il suo villagepeople, faceva esplodere il tutto.
Ecco. Questo il gioco.
A distanza di circa un quarto di secolo dall'ultima volta che ci ho giocato, non credevo mi capitasse quasi tutti i giorni.
bussotto
Il grattacielo è diventato uno scatolone rettangolare con delle ruote piuttosto basse, nonostante la grandezza della scatola, e un volante enorme, mentre io e gli altri malcapitati abbonati e non siamo diventati gli omini di gommapiuma.
Ecco, magari non vorrei continuare il discorso "village people", perchè potrei trovarmi invischiata in argomentazioni complesse e complicate, per cui lo lascio cadere in una parentesi morbida e confortevole, da utilizzare in momenti migliori.
In compenso sul grattacielo in orizzontale, che persino la compagnia dei trasporti chiama "bussotto", richiamando il più simpatico bassotto, quasi, ho da dire, giusto qualcosa.
Povero, lui, il bussotto. Il basset-hound con le ruote e le orecchie alte de' no'altri. Povero, ripeto, lui. Perchè è destinato a servire, come una balena di Marlin e Flo (in alla ricerca di Nemo), da trasporto di centinaia di persone. E se ci pensiamo bene, il basset-hound è tarato al massimo per una novantina di omini, degnamente compressi. O almeno così si aspetterebbe la casa produttrice, confindando e confidante nella capacità di discernimento degli omini alla fermata.
Sicchè.... sicché sulle fermate che frequento io e nei posti in cui abito la capacità di discernimento è pari al senso di arrembaggio, che hanno i pirati alla vita di un vascello carico d'oro. Ora poco importa se il vascello si rivela un pacco o un legno, di fatto per me e per i miei compari di fermata c'è solo un imput "devo andare a lavoro e sto facendo tardi!".
Ma c'è un limite. Ovvero quello della mia pazienza che, dopo esser entrata, si trova schiacciata come l'omino di gommapiuma al vetro, respirando come un pesce pulitore, praticamente dalle branchie artificiali, e osservando quanto una persona possa restare scomposta per circa 45 minuti, in caso di ora di punta, come se fosse la valletta di un mago separatore di corpi... Pertanto, a dispetto di ogni previsioni, sappiate che le sardine, quando sono in scatola, sono ordinate e sono scomposte in pezzi, ergo:

W LE SARDINE!!!!

sardine in scatola



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