venerdì 15 febbraio 2013

è ancora giusto credere nei sogni?

Stavo tornando a casa in autobus, come capita praticamente tutti i giorni. Ho ricevuto e fatto diverse telefonate. Ma una mi ha stirato l'anima.
La notizia era nell'aria da giorni. Non c'era, a dire il vero, speranza di un colpo di teatro, di un guizzo di fortuna o di magia dell'impossibile. Tutto è andato come il copione delle azioni/reazioni aveva previsto. E ciò nonostante ci sono rimasta male.
Ho chiuso la telefonata con una strana sensazione addosso. Tra lo sconfitto e la testarda sfida.
E ho iniziato a pensare perchè continuare a sognare.

Nel pomeriggio ho detto ad un collega che vivo da un paio di anni la sensazione in cui mi sembra di lottare a vuoto, perchè i miei sogni, ogni volta che si avvicinano, si allontanano sempre di più. Mi sembra come se l'orizzonte si allontanasse e mi rifiutasse.
Ho pensato a Jack Sparrow. A come guardava l'orizzonte dalla sua Perla Nera. Ho pensato che ci vuole sempre una bussola, che indichi la direzione giusta per raggiungere un obiettivo, e a me stasera manca quella bussola.  A dire il vero manca da un po' di tempo.
Poi sono arrivata a casa e ho deciso di ascoltare la lettera di Baggio, che mi ero persa sere fa:

http://www.youtube.com/watch?v=nqpKVteRSCI

Parla di sogni, sacrifici, passione, gioia.
Ha senso parlare ancora di sogni, quando ci dicono di non esser choosy? ha senso continuare a sognare se, per caso, si scopre che sono state mandate ben 45.000 domande per fare il cameriere alla mc donald italia e ne assumeranno solo 800 per 700 euro lorde (che per chi non avesse ben chiara la proporzione stiamo parlando di circa la metà utili al lavoratore)? ha senso lastricare la propria strada di sacrifici, quando scegliere la cosa più semplice, foss'anche complessa a suo modo, sia la scelta che porterebbe qualche spiccio a casa e la possibilità di conoscere qualcuno e crearsi una famiglia?
ha senso continuare a resistere a tutti gli attacchi, crudeli e pieni di fango, da parte di quel mondo che non apre le porte ma le chiude in faccia?

I sogni restano. Senza sarebbe come vivere una notte senza stelle e senza luna. In una caverna senza uscita in un abisso totlamente privo di qualsiasi possibilità di respirare.
Si, i sogni restano. Fanno compagnia nelle lunghe notti di una vita che arranca verso di loro. Che oramai non dorme più serena da non so neanche io più quanto tempo. Che non ricordo più cosa può significare quel respiro lento e caldo di una notte calma.
Gli incubi la fanno da padrone. Liti e lotte si consumano in notti prive di luce e in giorni privi di calore.
Mi sono scelta una strada complicata. Ne ho percorso un pezzettino, sono all'inizio e già è trascorso talmente tanto tempo da quando ho iniziato che mi sembra di esser Po quando inizia il suo allenamento al kung fu e odia le scale.
Continuo a credere che Po e Jack Sparrow siano dei personaggi in cui, in fondo, mi riconosco. Sogno e sono una sognatrice incallita. Ho duroni all'anima per sogni troppo alti, ho bruciature sulle ali talmente profonde che Icaro mi fa un baffo, ma non per questo riesco a smettere, riesco ad arrendermi. Ho tatuato sul cuore un mare chiaro da attraversare e un posto più alto e luminoso da raggiungere. Ho le mani protese come un albero protende i suoi rami verso il cielo ed è il ponte tra una terra e un raggio di sole.
Che sia giusto o meno credere nei sogni non lo so. So che io ci credo, so che a volte mi arrendo, come oggi, so che domani sarò abbattuta e domenica incazzata nera.
So che non smetterò di lavoricchiare a quello che ho iniziato.
So che concluderò nel modo migliore un lavoro e ne aprirò altri.
So che pietra, a pietra io costriurò quella strada, che ora non c'è e, quando sarà terminata, mi potrò guardare alle spalle e vedere cosa ho costruito.

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