sabato 27 aprile 2013

ritorno al blog

Dopo una lunga assenza da casa, nessun applauso a scena aperta, ma solo un lungo abbraccio.
è il pensiero che mi viene in mente adesso che mi rendo conto di aver trascurato questa "casa"che poi è un luogo virtuale, dove conservo un po' di parole, che, altrimenti, avrebbero occupato fogli di carta, qua e là, nella mia stanza.
Ogni tanto, quando decido di fare pulizia, mi accorgo della marea di racconti a me stessa o di lettere mai inviate scritte e poi lasciate in disparte nei cassetti. La mia naturale ritrosia a mostrare a tutti i miei pensieri, spesso ha creato più casini a me di qualcunque altro. Una sorta di versione masochistica del mio esser contorto. Eppure.
Eppure, quante volte ho sperato che qualcuno, in casa, raccogliesse un po' di quelle cose scritte e le leggesse.
Ci avrebbe trovata una me grottesca, più ironica e decisamente più arrabbiata di quanto non appaia normalmente. E ci avrebbe trovato anche una me più romantica o, semplicemente, più devastata dalla mancanza di qualcosa che mi completasse.
Quando si torna a casa da un viaggio, non c'è alcun pubblico che ti applaude, ma un silenzioso bentornato. A volte commovente, altre scontato. Ma se non ci fosse, sarebbe la prova che non si è tornati a casa, ma si è altrove, di nuovo, magari senza che ce ne siamo potuti accorgere, non ci siamo fermati a fare un pit stop dell'anima e siamo ripartiti. O, forse, non siamo mai andati via.

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