domenica 28 aprile 2013

strani fine settimana

Che ci siano giorni storti, questo è nella natura delle cose. Non si può certamente andare a piagnucolare a destra e a manca di qualcosa a cui si poteva mettere fine, prima che la valanga degli eventi accadesse come una caduta dei gravi.
Di fatto le cose partono storte da lontano.
A me, di solito, partono sempre nel momento della mia mancata lucidità. Certo, a chi partono in momenti di lucidità estrema? Non sto recriminando, infatti, sto piuttosto analizzando quanto mi accade.
La settimana scorsa è stata piuttosto intensa, di emozioni e di cose da fare; potremmo dire che è stata una intensa settimana di lavoro. Avrebbe dovuto concludersi con un venerdì tranquillo. Invece, come spiegato già, sono dovuta andare a Roma. Poi per un errore mio, marchiano, non sono passata allo studio, perchè ero stanca.
Ecco.
E' qui l'errore.
Ero stanca.
E no. Perché da quel "ero stanca per passare allo studio" "sono in piedi dalle 4,30" si è scatenato l'inferno. E per giunta non ho neanche udito uno gnègnègnè [cit.] a segnale.
Di fatto, ho procastinato l'andata per prendermi dei documenti. E ho riferito a casa delle mie possibili organizzazioni e.. e..
Eccolo è serpeggiato in un attimo il sentimento del "ti aiuto io", "so cosa è meglio per te"... e ho vomitato rabbia per due giorni per l'ammmore invadente, non ho dormito, sono andata allo studio di domenica mattina e ho concluso la giornata anche con due vaffa dalla e alla marmotta di famiglia.
Risultato finale: ho le idee ancora più confuse su quale sia la soluzione ottimale per me. Per cui l'unica cosa da fare è chiudere ogni interferenza decidere le priorità e stabilire il silenzio nella mente e al di fuori. Poi le azioni seguiranno il corso migliore, come l'acqua.

Nessun commento:

Posta un commento

Visualizzazioni totali