domenica 16 giugno 2013

12 ore di lavoro

Che il lavoro nobiliti l'uomo si sa, che lo devasti, anche quello è noto.
Ho aperto il pc alle 8,30..ora sono le 20,30, ho fatto solo un'ora di pausa divisa in pranzo cena e lavaggio capelli. Tra poco continuerò a sistemare le cose che ho deciso di ultimare e varerò ufficialmente le 12 ore filate di lavoro. Intellettuale.
E già. Chi lo avrebbe detto.
Che far girare i neuroni stanca.
Che consuma energie, che ti fa fare il culo piatto e la testa piena di idee e pensieri.
Che ti fa avere sonno di lunedì e ti fa pensare "bah meno male che vado a lavoro domani".
E già.
Perché il lavoro è una cosa seria. E il mestiere pure. Io sto imparando a gestire una passione, facendo esercizi di tecnica, per arrivare a sfruttarla tutta e renderla ancora più piacevole.
E quando penso che potrei far diventare la mia passione qualcosa di più, ho paura. Perché le idee costano e nessuno ti riconosce il prezzo giusto ed equo per quelle idee.
Così cerco di non avere un obiettivo, soprattutto che non sia la passione fine a se stessa, che si autoalimenta ed autoproduce, incanalata in una tecnica espressiva che permetta di sublimarsi e meravigliarsi di se stessa e meravigliare chi le è accanto.
Dodici ore di lavoro.
Avrei voglia di farne altre docidi senza avere sonno e, magari, trovare una mia tecnica, simile a quelle ufficiali, ma mia.
Come una fender stratocaster personalizzata.
Unica.

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