lunedì 24 giugno 2013

i primi caldi (parte seconda)

Scontato quanto imperdibile il puntatone di studio aperto sul come difendersi dal caldo, direi che si può tranquillamente passare all'altro annoso problema del come difendersi dagli altri esseri insofferenti alle temperature alte.
Ora, che l'estate sia un evento ciclico, l'uomo dovrebbe essersene accorto da parecchio, che poi l'uomo metropolitano, dotato delle più moderne stregonerie, decide di farci la guerra, direi che si tratta chiaramente di insania mentis.
Se si riflette, per un attimo, sull'abbigliamento del passato, si potrebbe notare come da sempre il genere umano abbia inteso coprirsi più di svestirsi e che l'ultimo secolo abbia riportato alla luce vecchie usanze in voga tra i romani e i greci. Insomma due lenzuoli posson bastare per coprire le pudenda.
Ma cosa accade se le temperature decidono di passare da 18 gradi a 35 nel giro di tre giorni? e se poi ai 35 si aggiunge un tasso di umidità pari al 70/80%?
Ecco.
La reazione dovrebbe essere "restare a casa, bere molto, mangiare frutta e verdura ed evitare di esporsi nelle ore più calde" (studioaperto docet). Ma se, per lavoro, giri parecchio e la macchina non la puoi usare, che fai? Ti affidi a loro: gli specialisti del trasporto urbano, i draghi del traffico su otto ruote parallele, i mezzi pubblici.
Terrore di ogni autista e angustia di ogni passeggero, le fermate e, in particolare, la prima fermata post-deposito è un must imprescindibile per tutti.
La corsa alle porte, due. Poverine. Sembrano impaurite più dell'autista, che preme il pulsante di apertura. Scattano non necessariamente all'uninosono, restando, a volte, bloccate a mezz'aria. E si entra. Tutti insieme. Pacchi, contropacchi, persone, animali a quattro e a due zampe con la stessa ferocia che ci può riscontrare ai saldi di Harrods, ma con un abbigliamento meno formale.
 La caccia al posto è subordinata alla sopravvivenza dell'entrata, poi scatta la seconda fase. Il massacro di vecchi e bambini per accaparrarsi un posto.
Ora, se siete poco avvezzi e non siete di napoli e non siete mai stati ad attendere un autobus dai venti ai quaranta minuti non potete comprendere appieno. Ma voi, signorini dall'auto sportiva, si, voi che avete il cambio sequenziale automatico perchè volete far vedere che avete il macchinino, voi che avete le smart, che di smart non hanno nulla, ebbene.. prima o poi vi capiterà e allora, io non vi aiuterò a sopravvivere.
Minaccia doverosa a parte, il caldo non aiuta.
L'85%degli autobus non ha l'aria condizionata, se ce l'ha non funziona, e se funziona ci sono i pinguini putrefatti in obitorio che occupano pure il soffitto.
Non sono schifiltosa.
Prendo l'autobus dal lontano 1998 ed ho visto cose che voi umani potete pensare accadino solo nei film.
Ho visto autisti in difficolà in curve per macchine lasciate come si potrebbe lasciare un cesso in mezzo ad un foresta, e visto scendere operai (in ritardo per andare a lavoro) spostare l'auto a mano, dondolandola.
Ho visto autobus agganciare sotto le ruote pannelli di acciaio, lasciati all'incuria delle strade e da qualche pirla e fare le scintille ai lati come se fosse ritorno al futuro, con un rumore assordante da traffico di new york all'ora di punta con tanto di lavori in corsa.
E poi vedo, dati i giorni di caldo estremo, le scene di panico tra i passeggeri. Quelli, anzi quelle signore furbette di poco più di mezz'età che puntano il posto e che chiunque ci sia seduto deve eliminarsi. O drogati strafatti che vogliono questionare sul se la porta non si apre e sul perchè un autista prende uno stipendio, anche se poi non apre la porta ROTTA alla fermata.
Ora. Passi per la rompipalleprofessionista, che si elimina solo con cuffiette nelle orecchie, aria indolente, semisfatta e drogata, e con l'aria di una che non capisce la lingua (no, no... assolutamente no intiendo palabras). Ma il drogato di metadone, quello no.
Per mia natura, tendo a non prendere mai questione, ma l'altro giorno non ci ho visto più.
La porta avanti rotta, l'autista che si passa la mano sulla coscienza (saltate 4 corse, ovvero 90 minuti senza far partire una macchina sulla linea napoli-caserta via caivano -cioè l'interno-) e decide di partire lo stesso, avvertendo i passeggeri che lui porterà tutti a casa, ma non si deve usare la porta avanti.
Prima fermata. Tutti dentro dall'unica porta. Allucco di avviso dell'autista e via.
Seconda stazione. Due anziane, si convincono subito e entrano dietro.
Terza stazione. Un ragazzo cotto dal mare. Non si convince subito, farfuglia qualche bestemmia, ma entra nella bolgia dalla porta di dietro.
Continua così fino alla 15' stazione. Due mezzi rincoglioniti (coscienti della situazione perchè dentro dalla prima fermata) vogliono aprire spaccando la porta. L'autista li manda a fanculo o più gentilmente gli riferisce di andare dove hanno appuntamento. Loro escono e ma vogliono fare a mazzate. Tempo un secondo, un drogato di metadone strafatto che tenta di aprire a tutta forza la porta. Io e un'altra passeggera praticamente urliamo all'unisono senza conoscerci minimamente "MA NUN VIR' C' NUN FUNZIONA???STA A PORT' ARRET' ECHECAZZ!!" (ma non vedi che non funziona? per cortesia, sarebbe meglio se entri dalla porta posteriore, accindentolina!)
Entra. E praticamente ci assale.
Io non mi tengo la posta e ribatto. Alla mia fermata, butto tutti fuori per uscire e l'autista mi grida "TI PREGO VIENI FINO A CASERTA QUESTI NON LI TENGO A BADA PER TUTTO IL VIAGGIO!"
=_='

Nessun commento:

Posta un commento

Visualizzazioni totali