martedì 29 ottobre 2013

Il top di categoria

Avevamo raggiunto quasi la metà del tragitto che ci avrebbe portato sulle Ramblas, sicuramente avevamo passato un palazzetto delizioso con gli ombrellini orientaleggianti sulla facciata stretta di un lato, e davanti ad una vetrina che trasudava tecnologia e cartoni nipponici a vario titolo, la mia compagna di viaggio, nonché stimatissima collega, riportò una chiosa di suo fratello.
Inutile dire che la chiosa in questione divenne il Leitmotiv del viaggio barcellonense. In realtà essa fu un po' una vera rivelazione.
Mentre osservavamo reflex e macchine fotografiche digitali di svariate marche, la mia amica mi diceva di essere piuttosto soddisfatta dell'acquisto della sua Panasonic Lumix (credo, ma non ci giurerei, perché forse la reflex che ha ora è una lumix... o mio Dio, spero mi perdonerà non ricordo più!!) decisamente iper e mi disse "beh vado da mio fratello a pavoneggiarmi dell'acquisto e lui, candido, mi risponde 'guarda sarà sicuramente il top della sua categoria' lasciandomi di sasso". Ovviamente la frase, geniale quanto cinica, ha oggettivamente qualcosa di pragmatico.
Se poi si applica un tale giudizio alle persone, come fu fatto immediatamente dopo, la prospettiva cambia decisamente. O diviene decisamente grottesca.
Il viaggio a Barcellona fu davvero bellissimo e anche le mie pene più o meno amorose vennero lenite davanti ad una stupida, ma veritiera considerazione. Ovvero che la persona di cui mi ero invaghita, non era poi proprio il top della sua stessa categoria e che, almeno, 7 o 8 spagnoli, lo surclassavano.
Così veniamo ad oggi.
Chiaramente frasi ad effetto, con storie così particolari, finiscono per entrarti nella testa e per rispuntare quando meno te lo aspetti in bocca o, in epoca tecnologica, nelle dita, forse anche più velocemente del necessario.
E così mentre leggo e rispondo più o meno rapidamente ai messaggi che ricevo su WhatsApp, mi capita di leggere una cosa, un messaggio, assolutamente tranquillo, e a me salta in mente la frase geniale del top di categoria, e senza pensarci due volte la scrivo in risposta. In fondo sottolineavo come animali diversi e distinti non potessero far categoria unica e che ognuno è in fondo il top della sua categoria.
Effetto: assolutamente urticante. A sto punto credo lo stesso effetto urticante che ebbe la mia adorata collega ed amica quando la sentì pronunciare dal suo amato fratello.
Eppure a mio discolpa c'era l'antefatto. E a mia colpa c'era che sono qualificata come polemica, che spesso puntualizzo, che mi trovo a questionare sull'inutile ecc, ecc.
Anzi, a dir meglio, è proprio perchè io sono quella che è sempre polemica ed incapace di capir metafore o di stare sul pezzo, che mi crea rogne anche quando non ce ne sono.
Viva l'esser uno, nessuno e centomila (cit.), dunque!!
Eh si. In fondo è comodo pensarmi polemica sempre, fiera ed antipatica. In fondo è facile pensare che io cerchi di giustificare il mio comportamento agli occhi altrui. Quello che non è facile, per giunta neanche tanto scontato, è pensare che io non mi giustifico più. E da tempo. Altrimenti non sarei in grado di reggermi in piedi.
Allora era vero che si può anche essere il top della propria categoria, almeno fintanto che non si scopre che non si è il top e c'è qualcun altro che ti ruba il posto.
E questo vale un po' per tutti.

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