sabato 30 novembre 2013

Lisbona e tram



Davanti al mare. Con la faccia di chi sta cercando di togliere anche l’ultimo dei pensieri pesanti e pensanti che gli frullano nella testa. Lo sguardo protetto da un paio di occhiali scuri. E la leggerezza di non avere fili che lo collegano ad un altro capo del mondo o della stanza.
“Hey!”
Si voltò, vide la ragazza che aspettava, le sorrise e si incamminò lento.
“Quindi? Che vogliamo fare stamattina?”
La ragazza gli sorrise, si voltò verso la strada e disse “beh io il costume ce l’ho, la macchina fotografica pure, direi che potremmo pure andare a vedere quella spiaggia sull’oceano che avevo visto sulla guida”
La seguì. Gli veniva naturale. La testa si svuotava e si riempiva in un attimo quando la guardava. Esattamente come se fossero mille input insieme. Esattamente come quando si arrabbiava con lei. Due secondi dopo aver iniziato un discorso, davanti al silenzio di lei, gli si raggelavano i pensieri e finiva per dimenticarsi tutto.
Gli prese la mano. Non era proprio un gesto che la ragazza faceva così spesso, così gli sembrava ogni volta nuovo. Si fermò un attimo. Si fece trascinare per un secondo. Voleva guardarla di nuovo non mollare la presa, come un paio di sere prima al Barrio Alto in mezzo ad una folla festante ed impossibile.
“Non ti va?”
“No, arrivo” sorrise e la afferrò, forse voleva solo non lasciarla.

La sera, in quel tram tutto giallo e dondolante, erano praticamente cotti, lei cercava di resistere al sonno, esattamente come fanno i bambini piccoli, quando oramai i loro occhioni sono pesantissimi; lui era stanco, ma una sensazione di serenità lo pervadeva.
Arrivarono in albergo. Lei infilò la tessera elettronica nella sua stanza, gli sorrise, entrò e richiuse, lui accostò la testa a quella porta chiusa, con un sorriso amaro sulle labbra e la sensazione di esser ancora lontano dal suo cuore e vi rimase una manciata di minuti, poi sbadigliò. “Ok vado a dormire così come sto, che non ce la faccio”
Lei si fiondò in bagno, aprì l’acqua calda con l’intento di farsi un bagno rilassante e rigenerante. Poi si diresse di nuovo verso quella porta che aveva richiuso qualche momento prima. Forse era ubriaca di mare, forse voleva qualcosa di più.
Aprì la porta e lui era lì. Di fianco, stava per aprire la porta della stanza vicina, dove aveva le sue cose. La guardò. Chiese “che c’è?” Sussurrò con gli occhi “entra”.

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