martedì 24 dicembre 2013

auguri di buon Natale

Mi rendo conto di arrivare in ritardo e che bastava forse un tweet da 140 caratteri (avanzandomene discretamente pure diversi), ma far finta di nulla, quando oramai voi, lettori da me spesso maltrattati dai miei salti iperbolici di scrittura disordinatamente creativa, mi siete comunque affezionati, mi sembrava decisamente poco nel mio stile.
Seppur coatica, negli argomenti e nella trattazione di essi, e dimentica di un pubblico sempre gentile, oggi faccio pulizie di un altro anno che sta per chiudersi.
I dubbi e le speranze sono rimasti accanto anche quando forse, soprattutto dei primi, avrei preferito farne a meno o quando le seconde avrebbe fatto bene a farsi una spaghettata di fatti loro e non infierire su di un'anima già bella tormentata.
Intanto, in quel della provincia di Napoli, il sole meraviglioso della mattinata di oggi, sta facendo spazio per una chiara notte fredda, come si conviene in queste giornate.
Per la cronaca, la giornata di oggi è stata simpatica per certi versi, anzi, in alcuni momenti, la definirei elettrica.
Vi lascio gli auguri, allora.


E un bacio a stampo.

giovedì 19 dicembre 2013

disattese

Si aspetta così, con il cuore sempre un po' più teso e proteso verso qualcosa, che sta per arrivare o vuole intensamente. Si aspetta un autobus, per andare a lavoro, scoprendo che hanno cambiato tutte le linee e hanno tagliato la città più vicina alla città madre praticamente fuori dei servizi minimi.
Si aspetta ad un casello autostradale l'apparire del verde del semaforo per pagare, incolonnati come formiche, per scoprire che, per una volta, te la dice bene e non paghi per lo sciopero in atto.
E io aspetto, spesso, anche quando non vorrei, anche quando sento di non meritarmi di dover aspettare. E vedo passare il tempo accanto a me.
Ma hanno ragione gli altri. Quegli altri che, nonostante gli impegni importanti della vita, stanno lì a continuare nel loro lavoro, nelle loro attività, intenti, perché c'è qualcosa di superiore a loro e al loro impegno importante e, forse, semplicemente, hanno capito tutto della vita e hanno dato a se stessi quelle priorità che a me, oggettivamente, mancano.
Sono folle di rabbia. Al punto che mi scoppia la testa.
Forse ho solo sognato per troppo tempo quel giorno perfetto, che ancora non ho vissuto, forse ho solo sognato di avere quella sensazione di liberazione di urlare contro il cielo, che mi rendesse felice di nuovo.
Oggi mi manca quella sera, su di uno scooter, accanto ad un ragazzo che non mi amava e provava a farlo, quelle urla di felicità che sentivo dallo stomaco venir su fino alla gola e uscire senza sforzo. Mi mancano.

venerdì 6 dicembre 2013

ad un passo dal sentire



titolo che non si completa con la canzone di elisa, ma che ora, nel finale di un weekend simile alle giostre più ardue, mi fa ricordare di quello che ho sentito. nei sogni in fondo ad un pianto..
la settimana scorsa ho notato una assonanza tra una canzone di dolcenera e quella di elisa..mentre la ascoltavo sentivo sempre di più questa di elisa..e di colpo..il tempo, il mio amatissimo kronos, mi ha fatto ricordare..una giornata di pioggia leggera, in una stanza buia, un po' umida, una radio che gira all'infinito la nuova di elisa e due corpi vicini.
ho smesso di ricordare le cose belle per non ricordare le brutte.
ho smesso di perdonare e di dimenticare tutto, perché avevo troppo sofferto per non essermi resa conto che l'amore è altro.
ho smesso di ricordare che sapore avesse la pioggia o la fuga dalla città in direzione di un nonluogo non troppo lontano e non troppo vicino.
ho smesso di ricordare quello che questa canzone mi aveva dato. ho smesso di ricordare quello che avevo provato. poi una assonanza ti apre la memoria in due e, mentre guidi, nel traffico, ricordi ogni cosa: ogni parola sussurrata, ogni movimento del tuo corpo, ogni movimento del suo corpo, ogni respiro, ogni sorriso, ogni calda lacrima che scorreva sul tuo volto perché per la prima volta sentivi quell'amore che non avevi ancora provato e che, di lì a poco, non avresti più sentito.
non ho voluto ricordare più nulla di quella giornata, perché mi sarei solo fatta del male, mi sono detta. ed ho messo davanti ai miei occhi solo il dolore, perché potessi non provarlo più, come se, guardando il mondo attraverso gli errori commessi, avrei potuto non commetterne altri.
non è così. la vita è un meraviglioso errore continuo. assolutamente meraviglioso. esattamente come quel giorno in cui non ho creduto che il cd si fosse solo incagliato e che ora credo con tutta me stessa che il caso non esiste, per cui, quel disco era tutto l'amore che qualcuno in quel momento provava per me e non sapeva in altra maniera raccontarmelo. l'ho amato così tanto da poter affrontare tutto. ho affrontato tutto per amarlo fino alla fine di me.
ora ho capito che il bello salta fuori così. con una assonanza tra due canzoni.
per tutto quello che ho sentito dirmi contro sabato pomeriggio. per tutto quello che ogni giorno io provoco. per tutto l'odio che mi hanno rovesciato contro perchè non mi si possiede e perchè io non ho intenzione di possedere alcuno, per tutto questo io amo. e non ho più paura di ricordare quel che ho provato quel giorno. non ho più paura di sentirmi raccontata in una canzone che parla di una ragazza lontana dai sogni impossibili e meravigliosi. chi ha paura di me, ora che mi scopro così senza alcuna protezione? chi ha tanto coraggio da non temermi?

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