domenica 5 gennaio 2014

notte di pioggia e macchine sportive

mi chiedo cosa ci sia di comodo in un bacio o in un momento di passione poco consumato a stento in un'auto sportiva.. beh nulla, se non fosse per il fatto che le endorfine in circolo non ti fanno sentire nulla, compresa quella botta presa a lato del ginocchio sinistro.
Già, la stessa botta che, la mattina dopo, ti fa bestemmiare, perché non ricordi dove te la sei procurata, ma soprattutto è quella stessa botta che ti fa pensare, in primis, che stai cadendo a pezzi e che, poi, viene rubricata sotto la voce "la prossima volta albergo".
ma le auto sportive sono anche le mie preferite, però. per (s)fortuna nel momento della scelta, a suo tempo, di un'auto, prevalse una parte di quel buon senso che si è tramutato nella scelta di una macchina comoda. così addio muso allungato e tagliato, addio assetto ribassato e cerchi da 21, addio profilatura aggressiva e linee secche ed essenziali interne, e benvenuta comodità di un profilo da mouse da computer, assetto più alto, profilatura morbida e linee tonde e preferibilmente bassa potenza. in fondo, siamo tutti costretti, prima o poi, ad adeguarci ad una natura imposta. io ho scelto il prima, perché voglio un poi diverso e davvero più adeguato a me.
e se la notte, cupa e piovosa, porta con se il dono di baci profondi e strani? perché dire di no? perché non approfondire il discorso? che piova allora, che soffi il vento tanto forte da modificare la caduta delle gocce di pioggia, che la notte sia scura e che avvolga tutto.
e i baci? cosa si può raccontare dei baci? chi aveva detto che erano un apostrofo rosa tra le parole t'amo? chiunque fosse, per me, era un mezzo rincretinito (senz'offesa per gli ammmanti del genere mieloso). io, ieri, avrei detto che erano, piuttosto, un dettaglio rosso scarlatto tra le parole "ti odio", sussurrate sorridendo a fil di labbra. non tutti i baci devono per forza esser rosa e inneggiare a primavere. personalmente preferisco quelli che inneggiano alla vita, alla passione e li preferisco rossi.
e se la notte era scura, dove si vedevano appena appena luci di strade in lontananza, un rosso fuoco, nascosto in un piccolo buio intimo, non era mica male nel suo brillare. anzi, non era mica un male il suo brillare rosso intenso per se stesso.

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