giovedì 24 aprile 2014

ognuno è masochista a suo modo

Domandarsi perché mai mi crocifiggo da sola, scegliendo ogni giorno di continuare a lottare per un lavoro che ancora devo ottenere, che tutti cercano di fuggire, e di cui tutti ti consigliano di mollare, oggettivamente è da masochisti.
Inutile dire che di Simone di Cirene ce ne sono pochi e che la maggioranza delle persone annega da sola, a causa delle proprie scelte. E' evidente quasi a tutti che si scelgono spesso strade sbagliate e che chi riesce, in fondo, è solo colui che ci ha creduto di più o, forse rinunciando ai più grandi voli della mente, ha preferito solide basi per poi trovarsi in un castello alto ben oltre i 50 metri.
Ieri e oggi mi sono trovata a parlare della stessa cosa. Il risultato è stato: interlocutore a) soddisfatto delle scelte lavorative fatte ha ringraziato il Cielo di essere dove si trova e di aver sempre rifiutato di fare altro; interlocutore b) ha pianto metaforicamente sul destino amaro del proprio insano parente e ha posto, più brutalmente, la domanda fatidica "ma se sai che è tutto questo amaro, perché continui?".

Rispondere "perché questo so fare e perché quando lo faccio non devo dare conto a nessuno" oramai sembra non soddisfi più l'interlocutore b). Forse manco quello a) e chissà quanti altri interlocutori.
A quasi 10 anni dal momento del cui sono stata "proclamata dottore" mi ritrovo con una collezione minima e meno blasonata di quanto si pensi di titoli e di pensierini buoni per farci un tema da elementare. Nulla a che vedere con le persone che hanno tutto il diritto di stare incazzate perché questo Stato è piuttosto ingrato.
Forse sono più fortuna che impegnno, più buona sorte che buona volontà. E mi rendo conto di non dovermi neanche più di tanto lamentare.
Allora perché continuo? perché sono masochista.

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