domenica 25 gennaio 2015

Ero venuta per fare due cose.

Ero venuta qua solo per fare due cose. Chiaramente in contraddizione l'una con l'altra.
La prima doveva essere chiudere il blog. La seconda aggiustare il mio profilo.
Che connessione ci sia, tra la prima e la seconda cosa, non mi è chiara, ma chi ogni tanto ha bazzicato in questo "chiudendo" blog, sa bene che chi vi scrive passa da momenti di gloria a momenti di gloria altrui.
L'intenzione di chiudere un così ben riuscito blog, all'interno di un mondo di blogger, bloggettisti, bloggettari, non era neanche brutta, almeno facevo spazio a chi ha più capacità di me di vendere se stesso come un prodotto dell'alta narrativa postmodernista.
Ho una chiara incostanza nel tenere un'agenda, figuriamoci scrivere a ritmo di un post ogni qindici giorni su di un blog, e cercando di fare al meglio di se stessi.
No, io e la costanza non andiamo più d'accordo. Abbiamo litigato tempo fa. E poi non abbiamo fatto pace.
Credo che sia l'unico litigio che abbia iniziato io e che, in chiaro torto marcio, abbia anche terminato con un atto di superbia, anche questa poco nota al mio modo di fare, non cercandola quasi più. Le poi si è offesa. E niente, non riesco a tirare il capo delle fila a terra.
Accanto alla chiusura del blog vi è anche una insospettabile notizia, che stravolge, di fatto, una serie di convinzioni che da oltre 20 anni mi accompagnavano. Il mio ascendente.
Si, capisco, che a sto punto il coro di "ESTICAZZI!" è necessario e quasi catartico, ma per me, donna che rimugina su parecchie cose, manco fosse una mucca da mille stomaci e che per giunta digerisce male se non mastica bene fin dall'inizio, è quasi uno shock.
Avrei dovuto sospettarlo che mia madre, quel sempreverde di rotture di scatole e palle natalizie di plastica, poteva anche sbagliare, visto che sul mio certificato di nascita vi è scritta l'ora (10.40) ma lei ha sempre affermato con certezza che ero nata un'ora prima, cioè 9.40. Questo comportava che io avessi come ascendente il sagittario.
Sta cosa mi piaceva, pareva pure migliorare quella cosa burbera del mio segno che è lo scorpione.
Almeno era un segno positivo. Si sposava bene con un segno di acqua, il fuoco, intendo.
Vi era anche una connessione col mio nome.
E oggi, il sempreverde con gli occhialetti sulla punta del naso che fa la settimana enigmistica avvolta in tre coperte come se fosse un vermiciattolo chiattoncello sulla poltrona della mia camera mi dice "sai pensandoci, mi sa che sia giusto l'orario segnato, cioè le 10.40, non le 9.40, ci ho ripensato stanotte che non ho dormito".
Bene.
Cioè non dormi perché ripensi al fatto che 34 anni fa, due mesi e 8 giorni fa, non sia nata alle 9.40, ma alle 10.40? ok, questa casa è decisamente depressa.
Ma sorvoliamo sul punto insonnia.
Rifacciamo i calcoli e affrontiamo la verità (sempre che non esce qualche altra cosa).
L'ascendente è la capretta cornuta. Il capricorno. Segno di terra. Della costanza. Della radicale capacità di resistenza e di puntare in alto, raggiungendolo, dico l'alto.
Ecco qua. Il sagittario pure però è resistente e raggiunge l'alto. Di solito lo fa con una freccia. In compenso non è costante.
E stiamo al punto di partenza.
Allora io e costanza stiamo insieme lo stesso o no? 
Se non altro, il segno zodiacale resta quello dello scorpione. In terza decade.
Anzi, qualcuno disse che appartenevo all'Ofiuco, segno ulteriore in mezzo alle palle del cielo tra scorpione e sagittario, per l'appunto. Un serpente che si piglia mezzo cielo che qualche moderno a-strologo aveva deciso di appiopparmi, senza però individuare un cappero.
Ottimo.
Le crisi di identità iniziano con un orario sbagliato.

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