domenica 8 febbraio 2015

Rimpatriate forzate ai tempi di Whatsapp

"Ai miei tempi..." iniziano più o meno tutti così, appena passata la trentina, i racconti di chi si sente sopravvissuto. E dire che manco mio padre, che, a buon diritto, potrebbe dirlo, usa più questo incipit.
Eppure ogni tanto bisogna ricorrere a questa frase per sentirsi Matusalemme.
Ora non voglio fare polemica, si sa che se il progetto è la chiusura non si capisce perché continuare a polemizzare. Ma, del resto, io sono polemica. E sono pure una pesantissima di carattere. Quindi deve concludersi che mi tocca di vomitare questi pensieri.
Ho sempre pensato che il liceo fosse stato per me il più bel tempo della mia vita. Ma intendiamoci.
I vantaggi erano infinitamente superiori agli svantaggi. Studiavo, andavo piuttosto bene, applicavo il principio del "minimo sforzo massimo risultato" quasi come una sorta di premonizione di quanto avrei imparato durante il corso di diritto amministrativo quasi 6anni più tardi. E, nonostante abbia - come tutti - avuto pene d'amor e con esse l'animo kierkegaardiano, diciamo che mi sono divertita molto.
Potrei definirmi una nerd simpatica.
Finito il liceo si passa all'università. Un disastro. Esco dalle botte viva per miracolo. E, chiaramente, ritorno a prenderle appena inizia la trafila di praticante avvocato, con aspirazioni nella carriera accademica.
A quel punto doveva essermi chiaro che l'unica soluzione utile era "tagliare i ponti", "fare terra bruciata", ecc, ecc.
Ci riesco fino a qualche giorno fa.
Poi Whatspp.
Già. Sono stata "sequestrata" dalle mie ex compagne del liceo. Per una rimpatriata.
Ovvero facciamoci i cazzi altrui, speculiamo per tornare a casa più allegre dei propri traguardi raggiunti rispetto alle misere vite da precarie con sogni incasinati.
Lo ammetto. Non voglio andarci. Ho paura.
Mi fanno paura. Dico le mie ex compagne di classe. E non per quel che hanno raggiunto, anzi, onestamente son felice per loro. Ma mi fanno paura lo stesso.
Forse devo andare da un analista. Forse direttamente da uno psichiatra. Forse è giunto il momento di passare allo Xanax o al Prozac...
Mi sento una gallina che tenta la fuga.
Venitemi a salvare se potete...

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