giovedì 16 aprile 2015

avevo voglia di scrivere senza né capo né coda

Quante persone si scandalizzano a leggere post senza "né capa né coda"? Beh io ne conosco che si scandalizzano anche per meno di 140 caratteri. Eppure, forse colpevoli le frequentazioni di artisti della parola o semplicemente dell'ordine mentale, mi rendo conto che effettivamente è un delitto iniziare un post o uno scritto su di un tema e finire con delle conclusioni che, invece, parlano di altro e che non hanno alcun senso di essere poste proprio là.
Eppure tutti i giorni ci troviamo a parlare con tanta gente e sfido a trovarvi in disaccordo con me se vi capita di iniziare un discorso e non portarlo a termine e avere, comunque, la sensazione di aver parlato con sufficiente coerenza.
E' inutile che vi nascondete. Io sono maestra in questo. Penso di iniziare qualcosa come dieci discorsi e, onestamente, riesco puntualmente a terminare dieci discorsi. Ma non quelli iniziali. Sia chiaro.
Ma parlare è diverso che scrivere.
Lo ripeto quasi come un mantra a quelle povere anime in pena dei ragazzi che seguo e il fenomeno della scrittura creativa senza ordine è in ascesa.
Chiaramente è colpa della scuola. Ma elementare e media.
Rimedi? Leggere. E preferibilmente comprendere quello che si legge. Non porterà ricchezza economica, ma certamente aumenterà in modo consistente il numero delle parole che si conoscono e, un giorno, magari senza essere notati, si pronunceranno parole che non si sarebbe mai immaginato.. specialmente quelle che sembrano desuete e, in effetti, lo sono.
Ciò concluso, per rimanere fedele al titolo, passo alla stesura creativa anche detta "stesura alla pene di alano (cit.)" così che non si possa dire che non mantenga quanto promesso.
Non essendo in alcun modo fashionista,beauty blogger, fashion victim, posso sinceramente occuparmi della moda o raccontarvi di quanti o quali prodotti stia usando, compiendo un murder on the fashion floor (semicit.).
Chiaramente le comuni donzelle vanno avanti a furia di sconti, fidelity card, conoscenze con spacciatori di campioncini sempre errati rispetto alle esigenze quotidiane e così via. E io non sono assolutamente da meno.
Ho oramai costruito una sorta di salvataggio mistico per acquisti impensati e impensabili. Ebbene si. Ed è inutile che si storca il naso.
Penso che solo un fidanzamento potrebbe distogliermi dal continuare ad acquistare cremine, smalti rossi e maschere per capelli.
Eppure in tutto questo acquistare maniacale, mi rendo conto che anche io mi affeziono. Si. Un po' per dirla alla Francesco Piccolo: mi affeziono ai tubetti di dentifricio (cit.). 
Io mi affeziono a particolari smalti rossi (il 999 della Dior - chi, femmina di tal fatta, non ha provato sentimenti verso quel particolare rosso iconico della casa madre di tutte le case europee? -, il What's your mood della Faby - questo è proprio il mio colore... lo amo a prescindere.. forse butterei tutta la mia collezione per lui - o anche il Fuchsia intemporel della YSL - che mi fa così tanto primavera anche nelle pessime giornate invernali -), mi affeziono alle spazzole (la Tangle è un esempio lampante), mi sono persino affezionata ad un'acqua micellare che ora è terminata. Ammetto che, forse, la ricomprerò per non restare delusa da un'altra che mi è stata segnalata di pari bontà. E ora? niente mi sto affezionando alle creme Shiseido. Ai gloss o ai rossetti fusi della casa di Ginza mi ero già affezionata da un annetto a questa parte...
Vabbeh, magari, tra un mese ricompaio sul blog e vi scriverò che la mia vita è cambiata proprio per i fantastici effetti delle Shiseido, vi racconterò che ho incontrato la persona che desideravo da una vita, che sono dimagrita nelle zone critiche e ingrassata in quelle dove era necessario, che i miei capelli non cadono più a frotte e le doppie punte sono sparite, che il piano A ha tenuto botta e ha portato suoi frutti, che il piano B ha fatto il suo dovere e gli sarò grata per sempre, che il piano C è andato in vacanza per sopraggiunti limiti di ferie acquisite in anni e anni...
magari..
In attesa degli eventi e senza chiamarmi quella giusta dose di sfiga extra, di cui, chiaramente, non ne sento la necessità, dichiaro ufficialmente aperta (per me) la stagione del cazzomimetto? i cui protagonisti sono i fazzolettini scottex (i tempo non li uso da un po'), la vitamina c in tavolette da 500 mg cadauna, le scarpe invernali sotto jeans più leggeri e camice ingolfate da due cardigan, toglibili all'occorrenza, un giubbino e sciarpone di cotone flanelloso. Il tutto incorniciato dal bestemmione giornaliero dell'immancabile impossibilità di spogliarmi dei mille strati cipolleschi quando mi trovo in udienza o in autobus.
E con ciò saluto, senza inchino, avendo compiuto quanto mi ero programmata.

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