Coniglio Nero. Gatta Bianca.

E perché arredare un buco.


Stamattina cercavo di districarmi tra ipotesi vecchie e nuove, tra persone che non conoscevo e persone che, purtroppo, conosco fin troppo bene. Lo scopo della discesa agli inferi, più che in campo, è stata dettata da un’esigenza lavorativa, ovvero che fine avrà fatto una causa che seguivo? Questo il reale motivo. Poi, come è ovvio, ve ne sono migliaia a contorno di questo principale.
Mentre passavo da un piano all’altro dell’edificio, grattacielo mezzo fatiscente del nuovo palazzo di giustizia, riflettevo su di una circostanza semplice. Il nome del blog, water&fire che pure mi somiglia non poco, non era idoneo a quanto avrebbe dovuto rappresentare, almeno per un po’, questa sorta di “diario” pubblico senza lucchetti né catene.
Più pensavo a questo dettaglio, più avevo nella testa la voce di Morpheus in Matrix “Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie. Pillola blu e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio”. Come se non bastasse la Benetton fa campeggiare sulle sue vetrine proprio il caro vecchio Bianconiglio Disney di corsa con il suo cipollotto.
Sarà un caso? Bah io non credo al caso, ma preferisco credere nelle circostanze e nelle coincidenze, frutto di una serie di scelte e decisioni.
Bene. E allora? La domanda sorge spontanea....scusate, ma se del Bianconiglio di Aliciana memoria, anzi di psichedelica ed eroinomane memoria, ce ne ricordiamo pure i dettagli più oscuri (sia per chi ha letto il libro sia per chi ha vissuto la favola disneyiana) mi chiedo ora...e la tana di un presunto Coniglio Nero?
Innanzitutto ci si deve intendere su un paio di cose. A me i conigli piacciono. Molto. Anche al forno o alla cacciatora. Ma la questione non è come mi possano piacere questi esseri batuffolosi, che anche da vivi hanno il loro perché.
Direi piuttosto che bisogna capirci sul perché, il “mio”, sia un coniglio nero e perché il titolo sia White Cat, cioè Gatto Bianco.
I conigli vivono in tane, lunghe e piuttosto scure. Un coniglio nero si mimetizza bene nella notte, ma a me interessa una tana diversa. Una tana come quella del Bianconiglio, lunga, quasi infinita. Insomma un Tunnel, di quelli che collegano Ginevra (Cern) con Teramo per intenderci, magari con corsie dedicate ad elettroni, protoni e neutrini. Chiaramente la tana, anzi, il tunnel sarà arredato. E necessiterà di ulteriore arredamento. Mica si vuole uscire in fretta dal buco?
Di là e di qua dal tunnel ci sarà qualcosa, certamente qualcosa di bello, di meraviglioso. Ed è in effetti da lì e da qui che si compreranno le cose necessarie per arredare la tana e il percorso per arrivarci. Ah dimenticavo. La tana, come tutti i tunnel seri, è di luce dotata.
Me la immagino, al contrario di quella del coniglio più blasonato, con qualche caratteristica simile a Spaccanapoli. Una lunga feritoia dove la luce entra, senza chiedere il permesso, da est ad ovest e rischiara tutto. Per questo il mio coniglio è nero. Altrimenti mica avrei potuto raccontare di che colore fosse!
Ma il gatto è bianco. Perché il gatto è signore, anzi è signora. La gatta. Lei. Mica una qualsiasi. È una elegante. Una piccola panterina albina. Nella notte non si può mimetizzare se non nella luce della luna e durante il giorno è visibile al punto da abbagliare. E perché non scegliersi una bella gatta nera dal pelo lucido? Per lo stesso motivo per cui mi sono scelta un coniglio nero.
Spirito di contraddizione di patata (come direbbe mia nonna).
Potrei rispondere anche perché il blog è mio e me lo gestisco io, ma oggi sono troppo pigra per iniziare a litigare, così, tenersi per buona la prima risposta mi sembra un gesto di saggezza.
Infine, giusto un accenno, water&fire restano lì. A portata di sguardo. In tutto quello che scrivo. In tutto quello che penso. Un attimo acqua, un attimo dopo fuoco. Nel mezzo tutto quello che può riguardare la terra e l’aria.

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